L’ARTIGIANO RISPONDE: la stufa a pellet

Tre settimane fa’ abbiamo inaugurato sulla nostra pagina Facebook la rubrica settimanale “Le avventure dell’artigiano alle prese con il clima” ovvero una raccolta di racconti divertenti con il nostro artigiano come protagonista, per dare qualche consiglio su come gestire al meglio la situazione “clima” a casa o in ufficio.

Il primo terzetto di racconti ha visto il nostro artigiano risolvere i più comuni problemi di una stufa a pellet.
Ecco che cosa abbiamo imparato.

D: Artigiano, cosa ci consiglia di fare quando la nostra stufa a pellet comincia a fumare?

A: Le dica di smettere. Non lo sa che il fumo nuoce alla salute? Ahahah
Ndr. Il nostro artigiano è un simpaticone…

A: Dicevamo… ah sì il fumo. In caso la vostra stufa inizi a fumare non c’è da andare nel panico. Basta seguire qualche piccolo accorgimento.

1. Spegnere la stufa normalmente di modo che l’estrattore possa spingere i fumi in canna fumaria.
Non staccare la spina. L’improvvisa mancanza di corrente fermerebbe la ventola di estrazione e vi ritrovereste con tutto il fumo in casa.

2. I pompieri non sono necessari a meno che non ci siano fiamme vive. Se il fumo in casa risultasse troppo denso, uscire dall’appartamento.

3. Non riaccendere la stufa fino all’arrivo dell’assistenza. Vi siete ricordati di chiamarla, vero?

D: Grazie artigiano, passiamo alla seconda domanda. Qual è la quantità ottimale di pellet per una stufa?

A: Generalmente, la stufa consuma circa 1kg di pellet ogni ora ogni 4/5KW circa di rendimento termico, perciò a seconda della potenza a cui è regolata la stufa, si oscilla tra un minimo di 0.7 kg all’ora ed un massimo di che può arrivare anche a 5 kg l’ora per caldaie di 28/30KW.
Considerando di usarla come fonte di riscaldamento primaria si consumerà un sacchetto al giorno circa.
E’ quindi importante calcolare il consumo della nostra stufa in base alla sua stazza, alla potenza alla quale è regolata e anche alla qualità del pellet che acquistiamo!

D: Ottimo, informazioni davvero utili. A proposito di pellet, cosa bisogna considerare per scegliere il miglior pellet per la nostra stufa? Ce ne sono di così tanti tipi!

A: E’ molto semplice, basta controllare alcune caratteristiche fondamentali:1. LA CERTIFICAZIONE. Il pellet, in base alla certificazione europea ENplus, suddivide il pellet in tre categorie: A1, A2 e B, dove A1 viene assegnato al pellet più pregiato, mentre la B di solito classifica il pellet di scarsa qualità, più adatto a scopi industriali. Mi raccomando, assicuratevi che questa certificazione sia sempre affiancata dal codice dell’azienda produttrice (Es. IT 789).
2. LA FORMA. Deve essere perfettamente regolare e cilindrica in tutte le componenti del sacco. Viene stabilita persino una lunghezza ottimale, sapete? Intorno ai 21 mm.
3. LA SUPERFICIE. Come per la forma, la superficie deve rispecchiarsi in ogni cilindro e deve essere sempre liscia e lucida.
Non dimenticate inoltre di controllare che il legname utilizzato non sia stato trattato chimicamente e che il sacco risulti integro e intatto in ogni sua parte.

D: E per quanto riguarda le essenze? Posso scegliere quella che preferisco?

A: Certo, ce ne sono di diverso tipo e profumazione. Le più comuni sono abete, faggio e rovere. L’importante è valutare correttamente il potere calorifico di ciascun tipo di legno. Non sono mica tutti uguali.

D: Davvero? E io che pensavo che il legno fosse solo legno. Un’ultima domanda: perché la parete dietro la mia stufa è sempre bagnata?

A: Ahi ahi, e non ha ancora chiamato l’assistenza? Male, male!
Se la parete dietro alla stufa è bagnata significa che ci sono 2 problemi.
1. I fumi entrano liberi nella canna fumaria in muratura, la quale evidentemente esposta all’esterno senza coibentazione provoca condensa.
Ndr. Coibentazione significa rivestita con materiale isolante.
2. L’impianto non è a norma. Mi sbaglio?

D: Ehm, è che me lo ha fatto un amico…

A: Molto male! Non sa che per queste cose bisogna essere installatori certificati! Si vada a leggere il primo articolo del nostro blog sul decreto 37 del 2008!

Comunque, torniamo a noi…

I fumi di combustione del pellet sono più freddi di quelli della legna e quando cedono calore nella tratta in canna fumaria prima di uscire dal comignolo producono condensa, la quale cola dalle pareti interne della canna fumaria creando infiltrazioni.

Ovviamente (ndr. Occhiataccia) non è sufficiente coibentare la canna fumaria in quanto l’impianto non è comunque a norma.

Difatti, la tubazione di evacuazione fumi deve arrivare fino a tetto, non si può scaricare i fumi direttamente in una canna fumaria in muratura. Questa tubazione però dovrà essere costruita a doppia camera coibentata o provocherà comunque problemi di condensa che, invece di creare infiltrazioni, incrosterà la tubazione rendendo catramosa la fuliggine.

La fuliggine a sua volta causerà parecchi problemi al funzionamento della stufa stessa, per non parlare del rischio della sicurezza!Pertanto non solo andrà intubata la canna fumaria ma sarà necessario utilizzare una tubazione apposita ad evitare la condensa.

In caso non fosse possibile, per ragioni di spazio interno alla canna fumaria in muratura, sarà necessario costruirne una esterna.

E’ tutto chiaro?

D: Certo… coibentazione…infiltrazioni… fuliggine… sicurezza! Artigiano, lei ha sempre una risposta pronta a tutto!

A: Siamo qui apposta! E come diciamo sempre noi di Milanoinstalla… buona giornata lavoratori!